Incenso rituale

L’incenso rituale più antico viene prodotto da una resina oleosa rilasciata dall’albero della Boswellia sacra, diffusa in Africa, India e Medio oriente.

Nell’uso comune con la parola incenso (dal latino incendere, bruciare) ci si riferisce a tutte quelle sostanze di origine vegetale (resine, radici, cortecce, fiori, semi, bacche e foglie) che producono una fragranza.

È uno dei risultati materici più puri che la natura ci dona e, attraverso la sua combustione, (è il gesto rituale che spesso dà origine alle cerimonie) stimoliamo l’energia interiore, la riflessione, la preghiera e la meditazione.

La pratica rituale dell’incenso rafforza le energie spirituali e trascende le cose terrene per elevare il nostro animo – che vola insieme al fumo e ai nostri intenti verso il cielo.

Connaturato ai rituali antichi, l’incenso è purificazione, è il principio magico e si trovano citazioni del suo utilizzo fino a 3000 anni prima di Cristo.

L’incenso simboleggia la temporaneità del nostro viaggio terrestre e viene considerato un dono che può raggiungere Dio.

Durante le cerimonie funebri diviene la guida che accompagna l’anima nell’abbandono del corpo materiale.

Nella vita di tutti i giorni porta con sè la magia della leggerezza, profumando la nostra casa, la nostra vita, riducendo ansia, stress e paure di cui, spesso, non conosciamo o riconosciamo la causa.

Attiva l’olfatto, il più antico e misterioso dei sistemi sensitivi dal punto di vista evolutivo, il senso che riconosce i beni primari come il cibo e partecipa al processo dell’accoppiamento.

L’esperienza olfattiva è la pratica più rapida che viviamo, 50.000.000 di recettori che compongono l’epitelio olfattivo in terminazioni nervose dure entrano in diretto contatto con il cervello rettile, parte più antica e sede dell’apprendimento, memoria, controllo, oltre che di emozioni e funzioni corporee primitive.

Provocando piacere, l’incenso attiva la produzione di endorfine con un effetto antidepressivo; attiva sensazioni di gioia e di benessere.

Le qualità antisettiche ed espettoranti si attivano quando il cotone si riempie con il fumo della resina di Boswellia e poi – appoggiato sul petto e sulla schiena dei bambini- rilascia le sue benefiche qualità ( pratica comune soprattutto in Abruzzo; attenzione ad ungere bene la pelle prima con olio tiepido).

Legando fiori e foglie possiamo creare gli smudges, mazzetti di piante da fare seccare al sole nei quali richiamiamo gli spiriti delle piante a seconda dei nostri intenti e bisogni, foglie di lampone – per fare bun esempio- se desideriamo allargare la nostra famiglia o salvia bianca per purificarci da tensioni e stanchezza.

Un piccolo suggerimento in conclusione: non soffiate direttamente sull’incenso, allontanereste il suo spirito! Muovete piuttosto il suo fumo con le mani o aiutatevi con foglie o piume.

PS: se avete suggerimenti, domande o consigli in merito al nostro articolo sugli incensi scriveteci