I benefici della mindfulness: cosa dicono gli studi scientifici

Il 2020 e la pandemia mondiale hanno dimostrato quanto il benessere della persona vada inteso nel suo significato più ampio, che comprenda sia il corpo sia la mente.
Dopo quasi due anni di emergenza sanitaria, tra incertezze e un livello di stress in aumento rispetto al passato, sono cambiate le abitudini e gli stili di vita in un quotidiano rivoluzionato dallo smart working, dalla didattica a distanza e con relazioni sociali vissute perlopiù online.

Ecco che la mindfulness e le tecniche di meditazione in generale possono aiutare a trovare un momento di tregua, di profonda calma grazie alla riscoperta di un nuovo equilibrio interiore fatto di consapevolezza e benessere fisico e mentale.

La mindfulness come pratica per tutti i giorni

Il termine mindfulness nasce dall’unione di mind (mente) e fulness (pienezza). Dall’inglese potremmo tradurlo come “lavorare sulla consapevolezza della mente”, un significato che già così aiuta a capire come si può vivere il quotidiano dando importanza all’osservazione di sé attraverso una migliore conoscenza dei propri processi mentali. Allentare lo stress grazie alla mindfulness significa mettere in pausa il pilota automatico che spesso guida le nostre azioni.

I benefici della mindfulness in psicologia: cosa dicono gli studi scientifici

Nel 1979 il biologo ricercatore Jon Kabat-Zinn dell’università del Massachusetts si è occupato per la prima volta di utilizzare la meditazione come soluzione alternativa per ridurre lo stress e altri disturbi psicologici in pazienti considerati casi clinici. Il professore ha adattato alla cultura occidentale la meditazione buddista, allentando nella mindfulness i valori spirituali insiti nei precetti della tradizione orientale, per portare nella sua realtà medica una pratica più incentrata sul concetto di consapevolezza interiore. Dai primi studi di Jon Kabat-Zinn sono tanti i ricercatori che si sono occupati della mindfulness, motivo per cui oggi esistono diverse pubblicazioni scientifiche che confermano i benefici di questa pratica meditativa.

I benefici della mindfulness secondo la ricerca

Praticare la mindfulness porta benessere mentale e fisico da diversi punti di vista, con effetti positivi che aiutano a vivere il quotidiano con un nuovo approccio. Grazie alla banca dati biomedica PubMed sviluppata dal National Center of Biotechnology Information (NCBI), presso la National Library of Medicine (NLM), è possibile consultare le più importanti ricerche scientifiche in materia. Elenchiamo quindi alcuni tra i vantaggi più conosciuti di questa pratica di consapevolezza interiore.

Ridurre l’ansia e lo stress grazie alla meditazione

Grazie ad uno studio di Amishi P Jha & Co. sono stati esaminati gli effetti protettivi dell’allenamento alla consapevolezza sulla capacità della memoria nel lavoro e sull’esperienza affettiva: in base alle analisi si evince che la pratica di mindfulness è utile per proteggere dai disturbi funzionali associati a contesti di stress elevato.
In una ricerca effettuata da Hoffman e collaboratori viene sottolineato, invece, come la terapia basata sulla consapevolezza interiore porti benefici nel trattamento dell’ansia e dei problemi dell’umore.

Migliorare la memoria e imparare a concentrarsi

In uno studio scientifico di Chambers et al. del 2008, il gruppo di ricerca sottolinea che i soggetti partecipanti al test che applicano nel quotidiano questa tecnica meditativa hanno una più alta capacità di memorizzazione e una maggiore attenzione quando svolgono un compito. 

Un’altra ricerca di Adam Moore e Peter Malinowski mostra come le prestazioni dell’attenzione (compresa la capacità di concentrarsi durante un’attività) e la flessibilità cognitiva siano positivamente correlate alla pratica della meditazione e ai livelli di consapevolezza.

Lavorare sulla reattività emozionale

Uno studio sperimentale della durata di 7 settimane ha fatto emergere risultati molto positivi sulla relazione tra la mindfulness e il modo di reagire delle persone ad uno stato d’animo negativo. Dopo aver messo a confronto le reazioni di partecipanti con diversi livelli di esperienza nella mindfulness, gli studiosi hanno evidenziato un aumento del benessere e una riduzione dell’interferenza emotiva negativa causata da immagini spiacevoli nei soggetti che praticavano più frequentemente e a più alti livelli. La mindfulness vissuta in modo costante aiuta, quindi, ad affrontare le situazioni spiacevoli e a regolare le emozioni spontanee a seguito di feedback negativi (B.J. Schmeichel, A. Demaree).

Per approfondire questo aspetto consigliamo la lettura del manuale di Hayes, AM, & Feldman, G. (2004).

Parlare dei benefici della mindfulness con l’aiuto degli studi prodotti negli anni dalla letteratura scientifica educa ad una maggiore consapevolezza della disciplina meditativa, che nasce, come scrivevamo,  dal mondo spirituale orientale ma che ci ricorda quanto in Occidente sia stata utilizzata nella scienza e in psicologia come valido supporto per coltivare la conoscenza del sé in tutti gli ambiti che riguardano la vita quotidiana, sia professionale sia privata.